Perchè la colonna sonora de IL PADRINO non vinse l'Oscar - di Nicola Calocero

Perchè la colonna sonora de IL PADRINO non vinse l’Oscar – di Nicola Calocero

Proviamo ad andare indietro nel tempo ai primi mesi del 1973. Hollywood è in fermento per la cerimonia degli Oscar chiamata a premiare il miglior film del 1972. E’ un momento di passaggio storico epocale per il sobborgo californiano sinonimo di cinema. Il grande favorito della vigilia è Il Padrino dell’enfant terrible Francis Ford Coppola. Il giovane regista italo-americano, esponente di punta della nuova Hollywood, è chiamato come pioniere a far entrare la sua generazione dalla porta principale del grande cinema. Coppola è da sempre orgoglioso del sangue lucano che scorre nelle sue vene; forse per questo ha voluto che il suo film venisse orchestrato dal grande maestro italiano che aveva già raccontato con le sue profonde tonalità anche gli archetipi più ancestrali del mezzogiorno dei suoi avi in Rocco e i suoi fratelli di Visconti. Se pensiamo poi anche al sodalizio con Fellini, il maestro Rota (ha tra le altre cose insegnato al conservatorio di Bari persino a Riccardo Muti.. ) è il più grande compositore che la storia del nostro cinema abbia mai avuto, tracciando la colonna sonora della nostra età dell’oro. Con Coppola oltreoceano Rota ha finalmente l’occasione di raggiungere quella fama internazionale che merita. La musica del Padrino non tarda a diventare subito un classico. Ma c’è un problema.

La categoria che premia il miglior musicista dell’anno prestato al cinema è però chiara nella sua denominazione: si deve trattare di ORIGINAL SCORE. Il tema cardine del film, che tutti nel nostro immaginario associamo alla silhouette di Marlon Brando, non è una musica non originale perché già presente in un precedente film: Fortunella del 1958. Un curioso film con Giulietta Masina e Alberto Sordi che colloca Eduardo De Filippo, in una rara prova cinematografica, tra gli epigoni del primo Fellini.

Rota, per Il Padrino, viene annunciato tra i nominati all’Oscar per la Miglior Colonna Sonora, un prestigioso riconoscimento che, sulla spinta degli altri premi a cui sembra destinato il film, pare proprio non possa gli sfuggire.

(il tema originale del Padrino, qui in una originale versione fingerstyle)

Qualcuno però mette una pulce nell’orecchio giusto e, caso unico nella storia del premio più ambito da chi ama il cinema, il nostro più importante musicista del secondo novecento viene squalificato dalla corsa. Si rifarà un paio di anni più tardi con il secondo capitolo della saga dei Corleone e con la potente musica epica che racconta l’escalation del giovane Vito e lo scontro tra i due fratelli eredi dell’impero. Dividendo però il premio più sognato da tutti i cineasti con il padre del regista, Carmine Coppola, storico musicista della scena di Detroit.

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