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Il vademecum dell'escursionista responsabile: consigli pratici per scarpinate sicure e consapevoli!

Con l'arrivo della primavera (sebbene in molte regioni italiane pare che il bel tempo si stia facendo desiderare) molti italiani iniziano a programmare escursioni e trekking leggeri per una breve gita fuori porta o una vacanza strutturata su più giorni, all'insegna della natura e dell'avventura.

Radio Nowhere blog: conoscenza

I panorami che ci lasciano senza fiato sono sicuramente una grande ricompensa per tutti gli appassionati di questo sport. Per questo è importante preservare il delicato equilibrio di questi luoghi meravigliosi e di questi ecosistemi che prosperano in assenza dell'influenza umana, rispettando la flora e la fauna che incontriamo e permettendo anche ad altri compagni e compagne escursionisti/e di godere della loro bellezza.


In quanto escursionista dilettante, con questo articolo vorrei condividere con chiunque si stia avvicinando a questo tipo di attività per la prima volta alcuni consigli pratici e utili, al fine di affrontare i vari percorsi in sicurezza e in modo responsabile. 


Come prima cosa, soprattutto a chi è alle primissime esperienze, è bene ricordare di controllare adeguatamente la mappa e tutte le caratteristiche tecniche relative al sentiero che intendiamo percorrere. Verifichiamo innanzitutto che il livello sia alla nostra portata; la scala delle difficoltà si divide, secondo la classificazione del Club Alpino Italiano, in: 

- "T" (Turistico: sviluppati su stradine e larghi sentieri, percorsi brevi per cui non è richiesta alcuna particolare preparazione fisica, conoscenza dell'ambiente elementare, solitamente sotto i 2000 metri di quota)

- "E" (Escursionistico: itinerari su terreni di ogni genere, a volte aperti e senza sentieri, presentano sempre segnalazioni appropriate. Potrebbero presentare pendii ripidi o brevi tratti su roccia, sempre percorribili grazie alla presenza di attrezzature come scalette, piole o cavi, che non necessitano l'utilizzo di equipaggiamento specifico. Sono percorsi più lunghi che potrebbero richiedere qualche ora di cammino, allenamento alla camminata, necessaria una discreta conoscenza dell'ambiente e calzature ed equipaggiamento adeguati)

- "EE" (Escursionisti esperti: sentieri e tracce su terreno impervio e di vario tipo, spesso presenti tratti rocciosi, presenza di detriti, terreni scivolosi, a quote relativamente elevate. Lunghezza sopra le 5/6 ore di cammino e un dislivello oltre i 600 metri in salita ne determinano la classificazione anche in assenza di altre difficoltà tecniche e morfologiche. Richiedono buona conoscenza dell'ambiente alpino ed esperienza di montagna in generale. L'equipaggiamento e l'attrezzatura giuste sono essenziali. Richiesta una certa preparazione fisica)

- "EEA" (Escursionisti esperti con attrezzature: itinerari che possiedono le caratteristiche già descritte per la classificazione EE, è una sigla utilizzata per alcuni percorsi attrezzati o vie ferrate per avvertire l'escursionista che questi percorsi richiedono l'uso e la perfetta conoscenza dei dispositivi di autoassicurazione).


Tra le varie caratteristiche di cui tenere conto vi sono anche:

- Il dislivello in salita e in discesa (nel caso in cui si tratti di un percorso differente rispetto a quello di andata);

- I tempi di percorrenza (che sono normalmente indicati per la sola andata, elemento da tenere presente nell'organizzazione di un percorso per tenere conto anche dei tempi necessari per il ritorno);

- I punti di accesso (alcune volte potrebbero trovarsi in località isolate dai centri abitati ed è necessario informarsi sulle modalità per raggiungerli);

- Le località di partenza e di arrivo più vicine in cui a volte potrebbero essere presenti punti di accesso ai sentieri facilmente identificabili.

Infine, è importante capire come poter raggiungere suddetti punti di accesso o località di partenza e di arrivo per organizzare al meglio gli spostamenti tramite mezzi quali automobile, pullman, treno etc...


Una volta definite la tipologia e la difficoltà di percorso con cui andrete a confrontarvi, passiamo a dei consigli pratici per affrontare al meglio la vostra escursione!

- Controlla il meteo per capire che abbigliamento utilizzare, perché specialmente in montagna le condizioni atmosferiche possono cambiare repentinamente e anche nei mesi estivi c'è comunque la possibilità di incontrare un temporale improvviso. Non dimenticare poi che con l'aumentare della quota le temperature calano notevolmente.

- Informati sulle condizioni del percorso tramite le autorità locali, gli uffici per il turismo o le società che si occupano della gestione dei sentieri che vuoi esplorare. Per orientarsi al meglio è importante conoscere in anticipo eventuali ostacoli e impedimenti, soprattutto se in assenza di segnaletica.

- Comunica sempre a qualcuno il percorso che intendi seguire e gli orari a cui vorrai attenerti, poiché è un dettaglio che può determinare la tua sicurezza in caso di emergenze.

- Procurati abbigliamento ed attrezzature adeguati alle caratteristiche del percorso che dovrai affrontare, prediligendo capi impermeabili e traspiranti. Tieni conto del meteo per decidere come vestirti. Il consiglio generale è sempre quello di vestirsi "a cipolla" ed essere pronti ai cambi di temperatura. A meno che non si tratti di un percorso turistico, non utilizzare scarpe da ginnastica generiche, ma utilizza apposite scarpe da trekking e prendi in considerazione l'uso di calze anti-vesciche se non sei solito camminare per lunghe tratte.  

- Porta sempre con te una borraccia e assicurati di fare pause brevi ma frequenti, idratandoti ogni 15/20 minuti. Se il percorso è particolarmente lungo assicurati di avere con te anche qualche snack leggero e nutriente per recuperare le energie.


Vorrei concludere questo articolo con alcune regole di condotta utili a rispettare e preservare l'ambiente che ci troveremo a percorrere.

Parto con la più scontata di tutte: lasciare rifiuti di qualsiasi tipo, anche organici, fa un torto a chiunque venga dopo di te in esplorazione di quella zona e un grande danno all'ambiente, in quanto i rifiuti di tipo organico possono attirare animali selvatici che si abituerebbero a cercare cibo nelle zone più frequentate dall'uomo, disturbando l'equilibrio di quell'ecosistema. 

Dove possibile cammina sui sentieri esistenti poiché la fauna selvatica regola i propri territori anche in base alla presenza dell'uomo e si stabilisce, di conseguenza, in determinate zone più distanti per poter stare più tranquilla. Oltretutto, seguendo i percorsi già esistenti ci sarà un impatto minore sull'erosione dei terreni di quelle zone. 

E' buona norma poi, parlando di fauna selvatica, evitare di avvicinarsi e disturbare gli animali che si incontrano lungo il percorso. Limitati ad ammirarli da lontano nel loro habitat e scatta fotografie rimanendo a distanza. Nel caso in cui stia portando con te animali domestici, è necessario tenerli al guinzaglio per non recare stress alla fauna locale.

Passando invece alla flora, evita di raccogliere fiori, piante o funghi e soprattutto non mangiarli! Non solo così facendo andresti a disturbare il sottile equilibrio di un ecosistema, ma senza la dovuta conoscenza di quello che stai toccando, o nel peggiore dei casi ingerendo, potresti metterti in serio pericolo! 

Per ultimo, invito sempre caldamente a salutare gli altri escursionisti che incontrerete lungo il percorso e, se ve la sentite, di scambiare con loro quattro chiacchiere; io per prima ho avuto modo di conoscere persone interessanti lungo i sentieri, costruendo legami e amicizie che mi hanno lasciato ricordi meravigliosi che altrimenti non sarebbero stati possibili. Provate, non ve ne pentirete.


Vi auguro una buona scarpinata e mi raccomando: camminate in sicurezza!


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