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LA CADUTA DEL MURO DI BERLINO

Per decenni il muro di Berlino, che separava la parte Est dalla parte Ovest della città, rimase a simboleggiare la guerra fredda, l’aspra divisione fra il comunismo sovietico e il capitalismo occidentale. Il 9 novembre 1989 il governo della Germania Est abolì le restrizioni ai viaggi, e migliaia di persone presero a convergere verso il muro. Le guardie di confine della Germania Est cedettero di fronte alla folla in delirio. Il 10 novembre, con scene straordinarie, soldati di entrambe le parti aiutarono i berlinesi a sfondare il muro. Nei due giorni successivi più di 3 milioni di persone varcarono il confine.


Il blocco comunista

Alla fine della Seconda guerra mondiale l’Unione Sovietica aveva vietato i partiti non comunisti in ogni Paese dell’ Europa Orientale, creando un blocco di Stati satelliti sotto la guida sovietica e reprimendo spietatamente ogni opposizione. Nell’autunno del 1956 l’ Ungheria si ribellò, ma fu schiacciata dai carri armati sovietici, e nel 1968 l’ Unione Sovietica invase la Cecoslovacchia per rimuovere un governo considerato troppo liberale.

Negli anni ’60 la Germania era ancora divisa tra Est e Ovest e la sua ex capitale Berlino era separata fra l’Ovest gestito dagli alleati e l’Est dominato dai sovietici. Ogni parte aveva la sua amministrazione tedesca: democratica a Ovest, comunista a Est. Migliaia di tedeschi dell’ Est fuggirono all’Ovest, e il Paese subì un’emorragia di lavoratori specializzati. Il 13 agosto 1961 il governo separò Berlino Est dall’ Ovest con una barriera che, col tempo, divenne un muro fortificato che divideva la città, la nazione, nonché familiari e amici.

Nel 1985 Michail Gorbaciov fu nominato segretario generale del Partito comunista sovietico. Mirando a rapporti più cordiali con l’Occidente, avviò nuove riforme: glasnost (“trasparenza” politica) e perestrojka (“ristrutturazione” economia liberale). Un aspetto cruciale fu l’abolizione del divieto per i Paesi del blocco comunista di riformare i loro sistemi politici.


Crollo del comunismo

Venuta meno la minaccia di intervento militare sovietico i cittadini di tutti i Paesi del blocco orientale protestarono per porre fine al dominio comunista. In Polonia, nel giugno del 1989 Solidarnosc, in origine un sindacato poi messo al bando, vinse le elezioni e andò a guidare un governo di coalizione. Mentre prendevano slancio le iniziative di riforma, il governo della Germania Est dichiarò che i suoi cittadini potevano visitare Berlino Ovest attraverso qualsiasi posto di frontiera, compreso il muro di Berlino.

La caduta del muro di Berlino fu un avvenimento epocale. Segnò il momento che vide la fine della guerra fredda e la dissoluzione dell’ Unione Sovietica. Consentì a milioni di persone di viaggiare più liberamente, e le economie in precedenza soffocate dell’ Europa orientale e dell’ex Unione Sovietica si aprirono al mondo. Molti Paesi ex comunisti furono accolti nella Nato ed entrarono a far parte dell’ Unione Europea. Nel 1989 il mondo cambiò rotta. Nell’ Europa orientale il comunismo era morto, e una Germania riunificata stava per prendere il suo posto nell’ Europa.


Distruzione muro di Berlino

Il Live

Il 21 Luglio 1990 Roger Waters organizzò a Berlino un live dove suonò uno degli album più iconici dei Pink Floyd “The Wall” insieme a numerosi ospiti.

Lo show si tenne in Potsdamer Platz: la piazza che nel corso degli anni della divisione, era stata come una ‘terra di nessuno’, ora riprendeva una vita e una appartenenza. Al concerto, trasmesso in mondovisione, parteciparono 350.000 persone.

Aprono il live gli Scorpions con “In the Flesh?”, la band tedesca l’anno successivo ci farà ancora riflettere e parlare di speranza con la ballad “Wind of Change”; Ute Lemper con “The Thin Ice”; l’inossidabile “Another Brick in The Wall” prima e sceconda parte con Cindy Lauper. E tanti altri ospiti come Sinead O’Connor, Joni Mitchell, Bryan Adams; Van Morrison con “Comfortably Numb”, fino alla sentenza liberatrice: “Abbattete il muro”.

E il Muro crolla, sulle note di “The Tide is Turning”, si continua a cantarfe sulle macerie, le lacrime sono miste alla gioia e alla consapevolezza che una nuova epoca è alle porte.














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