500 Miles: tutte le strade portano a qualcuno
- Chiara Iannaccone

- 17 lug
- Tempo di lettura: 3 min

Può sembrare un paradosso, ma, anche dopo l'eliminazione della Scozia dai Mondiali, è stata un'altra immagine a continuare a circolare più del risultato sul campo: quella della Tartan Army, la tifoseria della Nazionale, che invade il Fenway Park, il più antico stadio di baseball degli Stati Uniti, trasformandolo in un unico, immenso coro. È il 14 giugno 2026, giorno successivo alla vittoria della Scozia su Haiti per 1-0 (la prima per gli scozzesi dai Mondiali dal 1990) e per le strade di Boston continuano a risuonare le note di due loro connazionali: i gemelli di Edimburgo Charlie e Craig Reid, meglio conosciuti come The Proclaimers.
Ed ecco un altro paradosso: quella canzone capace di unire migliaia di voci, “I'm Gonna Be (500 Miles)”, era nata per raccontare esattamente il contrario, vale a dire un uomo solo che cammina e sembra una semplicissima ballata d'amore dal tono spensierato e brioso, ma racconta una fedeltà ostinata e custodisce un proposito tenace.
Quando ebbero l’ispirazione Charlie e Craig erano in attesa di andare a suonare ad Aberdeen e, dovendo attendere un'ora prima di partire, iniziarono a improvvisare alcuni accordi al pianoforte elettrico: in soli quarantacinque minuti sia melodia che testo erano pronti.
Pubblicato nel 1988 come singolo principale del loro secondo album “Sunshine on Leith”, arrivò dapprima in testa alle classifiche in Islanda, poi in Nuova Zelanda e in seguito in Australia. Nel Regno Unito raggiunse solo l’undicesimo posto, ma quando cinque anni dopo venne inserito nella colonna sonora del film “Benny and Joon”, una storia d’amore fuori dagli schemi con Johnny Depp e Mary Stuart Masterson, arrivò al terzo negli Stati Uniti. Da quel momento iniziò la sua seconda vita e quelle 500 miglia (circa 800 chilometri) smisero di appartenere soltanto ai fratelli Reid, entrando stabilmente nell'immaginario collettivo, grazie anche all'utilizzo in film e serie televisive. Tra i titoli più noti, “How I Met Your Mother”, dove il ritornello è diventato ricorrente e quasi emblematico, “Comic Relief”, grazie a cui nel 2007 arrivò il primo posto nelle classifiche britanniche e, più di recente, “La part des anges" de Ken Loach (2012).
I Proclaimers hanno ammesso molte volte di non avere mai immaginato che quel brano potesse avere una vita così lunga; invece, dopo quasi quarant’anni, è ancora in grado di far cantare all'unisono più di 20.000 tifosi in kilt, occupando uno dei luoghi simbolo della cultura sportiva americana. Loro stessi, ormai, sono arrivati a dichiarare che non saranno mai neanche lontanamente famosi quanto la canzone: “Che sia in Scozia o in Kazakistan – scherzano - quando scriveranno i nostri necrologi non menzioneranno molto altro.”
“Camminerei 500 miglia e 500 ancora, solo per essere l'uomo che cammina 1000 miglia per cadere davanti alla tua porta”. Non un viaggio, ma la decisione di affrontarlo ogni volta che la vita ci separa da qualcuno che continuiamo a chiamare "casa" anche quando "casa" non è più dove viviamo. Non una costrizione, ma la volontà di continuare a scegliere le nostre persone, anche se per raggiungerle non basta attraversare una strada o una città nell’ora di punta, ma bisogna camminare cinquanta, cinquecento o mille miglia. Non una misura geografica, perché ci sono affetti che non si misurano tanto con i chilometri quanto con la voglia di continuare a percorrerli, sapendo che dall'altra parte c'è qualcuno che rende quella fatica degna di essere affrontata. Solo una promessa.
E proprio in nel momento in cui tutto uno stadio canta quella promessa e il significato della canzone sembra capovolgersi viene da pensare che invece il senso è esattamente lo stesso, perché tutti abbiamo qualcosa o qualcuno per cui intraprenderemmo qualsiasi cammino. Può essere un solo uomo innamorato, un popolo che da decenni attraversa il mondo per la propria squadra o quella di chiunque sappia cosa significhi vivere una distanza e soprattutto cercare di superarla, un passo dopo l’altro, una nota dopo l’altra, come in una piccola migrazione sonora. Solo così quelle cinquecento miglia smettono di essere un numero e diventano semplicemente la strada per tornare.

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