Finestre su Vitruvio, Bramante e il Tholos
- Lorenzo Pagnini

- 00false37 GMT+0000 (Coordinated Universal Time)
- Tempo di lettura: 2 min
Riprendiamo il percorso della scoperta sensazionale della Basilica di Fano di Vitruvio del gennaio 2026 da parte del Centro Studi Vitruviani. L’eredità vitruviana nell’architettura di Donato Bramante: dalla teoria alla pratica rinascimentale, continuando l’apertura delle ‘Finestre su Vitruvio’.
L'idea di usare Vitruvio come ‘volano’ è un escamotage importante preso in prestito dalla meccanica che ci porta lontano nella narrazione delle opere d'arte perché Vitruvio rimane elemento centrale. L'idea per il format Narrazioni sull'arte è quella di utilizzare nel corso del 2026 Vitruvio come gancio che si trascina dietro tutta una serie di scoperte, di riferimenti, di aneddoti di repertori iconografici. Anche da questo partiamo per riflettere sulla situazione della storia dell'arte nei licei e nelle scuole, una programmazione che non è migliorata dagli anni ‘80 del vecchio secolo. Non si insegna storia dell'arte più e meglio di prima.

Dopo aver richiamato i concetti cardine di utilitas, firmitas e venustas, proseguiamo la lettura che riguarda anche Bramante con la famosa forma circolare che abbiamo visto nella ‘Città ideale di Urbino’, il tempio a pianta centrale, che nell’antico traeva origine dal Tholos greco, e tempio periptero.

La thòlos, è una costruzione a pianta circolare tipica dell'architettura preellenica e greca antica, caratterizzata da una copertura a pseudocupola realizzata con filari concentrici di pietra. Utilizzate principalmente come tombe o edifici sacri/pubblici; le tholos sono diffuse in tutto il Mediterraneo e si ritrovano anche come costruzioni rurali in pietra a secco. Gli esempi più famosi e archetipici in Grecia includono, il tempio circolare nel Santuario di Atena Pronaia a Delfi (IV sec. a.C.) e l'elegante tholos di Epidauro (360-320 a.C.). Queste strutture circolari, sia micenee (tombe) che classiche (templi), rappresentano vette ingegneristiche dell'architettura greca antica.
Il tempio circolare, monoptero-periptero in Bramante si riferisce al monumentale episodio del Tempietto di San Pietro in Montorio (1502), situato nel cortile del convento sul Gianicolo, a Roma commissionato dai reali di Spagna, Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia. È l'esempio più alto di architettura rinascimentale italiana che rievoca l'antichità, progettato come un martyrium. Bramante si ispirò direttamente ai templi rotondi romani (peripteri), come il Tempio di Vesta nel Foro Boario o il Tempio di Venere a Tivoli. Utilizzò l'ordine dorico-tuscanico, interpretando le norme vitruviane e creando un edificio che unisce sintesi geometrica, colonne doriche con fregio e una cupola in conglomerato cementizio alla maniera romana.

A proposito dell'Antico è interessante anche l’aneddoto come che riguarda l’Homo ad circulum di Leonardo, a proposito delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina che è stato censurato ‘nei genitali’. La decisione potrebbe essere legata al regolamento del CIO che vieta “contenuti sessuali espliciti”, ma questo potrebbe fare profondamente sorridere chiunque, in ogni caso la notizia è stata riportata proprio dal Centro studi Vitruviani.
Ascolta a questo link la puntata integrale:




Commenti