Finestre su Vitruvio: Bramante e il dorico
- Lorenzo Pagnini

- 30 minuti fa
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Proseguiamo sull’onda della scoperta sensazionale della Basilica di Fano e l’eredità vitruviana nell’architettura di Donato Bramante, un’attività che continua con l’apertura delle ‘Finestre su Vitruvio’ all’interno di Narrazioni sull’Arte.

Ripercorrendo sempre la storica triade vitruviana di firmitas, utilitas e venustas, come ricorda il Centro Studi Vitruviani, per consolidare la lettura dell'Antico attraverso tutta una serie di segnalazioni, indizi e citazioni che In questa puntata si concentreranno proprio sullo
Ci serve sempre per attirare attenzione, prendiamolo come modo pedagogico di lavorare perché la scoperta di Vitruvio in tutto quest'anno sarà un grande evento mediatico che troverà tanti spazi di approfondimento. Questo ci aiuta a sfruttare l'occasione per accendere i riflettori sull'arte e su tante cose che vediamo tutti i giorni ma che non abbiamo l'abitudine di notare.

Oggi ci occuperemo, facendo riferimento al nostro grande artista internazionale Donato Bramante, dell'Ordine dorico, cioè uno degli ordini importanti basilari che non solo parte dell'architettura di Vitruvio ma fa parte strutturale del linguaggio dell’urbinate.
Vitruvio nel Libro IV del De Architettura tratta dell’origine degli ordini architettonici (dorico, ionico, corinzio), dettagli dei templi e degli altari, basandoli su proporzioni antropomorfiche e sul modulo del diametro della colonna.
L’Ordine Dorico: Rappresenta la forza e la proporzione maschile (assimilato a Ercole o Minerva). È caratterizzato da colonne tozze (altezza 7 volte il diametro), prive di base, capitello semplice (echino e abaco) e fregio con triglifi e metope.
L’Ordine Ionico: Incarna la snellezza e l'eleganza femminile (matronale, associato a Giunone o Diana). Presenta colonne più slanciate (8 volte il diametro) con base, capitello decorato con volute a spirale e fregio continuo.
L’Ordine Corinzio: Simboleggia la grazia di una giovane fanciulla, essendo la forma più ornamentale. Riconoscibile per il capitello decorato con foglie d'acanto e il fusto alto e sottile.

Il Tempietto di San Pietro in Montorio (1502) a Roma è l'opera in cui Donato Bramante reinterpreta l'ordine dorico classico con rigore archeologico, segnando l'inizio dell'architettura rinascimentale romana. Caratterizzato da colonne in granito grigio, capitelli con echino e abaco e una trabeazione con fregio a metope e triglifi, l'ordine evoca l'antichità romana. Alcuni dettagli importanti dell'ordine dorico in Bramante:
Riscoperta del Dorico Romano: Bramante fu tra i primi a replicare correttamente il fregio dorico classico, basandosi su Vitruvio e sulle rovine romane, differenziandosi dalle interpretazioni più libere del Quattrocento.
Tempietto di San Pietro in Montorio (1502): Il colonnato periptero è costituito da 16 colonne di ordine dorico-romano (più slanciate di quello greco) che sostengono una trabeazione classica con triglifi e metope.
Ascolta l'episodio completo di Narrazioni sull'arte a questo link: https://www.mixcloud.com/RadioNowhereItalia/lorenzo-narrazioni-sullarte-ep12-il-dorico/


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