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IL ROSMARINO NON CONOSCE L’INVERNO: STORIE DI FORZA ED IMPERFETTO CORAGGIO

Ho deciso di scrivere di donne perché non sono una donna. Perché ho la sensazione di conoscerle sempre poco, anche se vivo con quattro di loro. E perché è più utile scrivere di ciò che vuoi conoscere meglio, invece di ciò che credi di conoscere già”.



Il rosmarino non capisce l’inverno è l’ultima opera di Matteo Bussola, è un romanzo corale che racconta l’universo femminile con la complessità che necessità.

Matteo Bussola nasce a Venezia nel 1971, fumettista, scrittore e conduttore radiofonico. Si laurea in architettura allo IUAV di Venezia. A 35 anni inizia la sua carriera da fumettista, nel 2016 pubblica Notti in bianco, baci a colazione, divenuto un best-seller in Italia, Francia, Stati Uniti e Spagna. È una serie di racconti e dialoghi che descrivono la vita quotidiana di un padre. Nel 2021 è stato realizzato un adattamento cinematografico diretto da Francesco Mandelli. Dall’autunno 2017 all’estate 2019 ha curato la rubrica settimane “Storie alla finestra su Robinson”, un inserto culturale de La Repubblica.

A maggio 2020 esce, sempre per Einaudi Stile Libero, il suo primo romanzo: L'invenzione di noi due.

A marzo 2021 pubblica per Salani Editore, Viola e il Blu, il suo primo libro illustrato che ha per tema gli stereotipi di genere. Da aprile 2021 scrive sul settimanale "F" la rubrica di racconti Uno scrittore, una donna.

Alla fine di giugno 2022 esce, sempre per Einaudi Stile Libero, il suo romanzo in racconti Il rosmarino non capisce l'inverno, che diventa un best seller.


Il rosmarino non capisce l’inverno è un insieme di racconti di storie collegate l’una all’altra, che hanno un comune soggetto: le donne.

È un romanzo corale che presenta una scrittura scorrevole e sincera, segue un ritmo confuso ma che riesce a farsi voce della frenesia della vita quotidiana.

Le protagoniste di questo romanzo non sono eroine perfette, sono donne comuni con storie comuni, che guardano in faccia la vita con coraggio seppure piene di difficoltà è paure.

Attraverso le storie di queste donne Bussola riesce a farsi portavoce di temi attuali che fanno parte della lotta quotidiana femminile.

Raccontando la storia di Aurora viene raccontata una donna che sceglie di non essere madre, viene mostrata la difficoltà che si cela dietro una decisione di questo tipo. Aurora è convinta della sua identità e di quella che deve essere la sua vita, ma il peso del giudizio della società è deleterio.

Il lettore viene accompagnato passo dopo passo nella profondità di ogni storia, attraverso le storie di Aika, Sara e Marika l’autore ci mostra una nuova concezione di famiglia, lontana da ogni schema convenzionale.

Questo romanzo ci mostra la quotidianità, il dolore, la speranza attraverso la lotta al cancro al seno di una giovane che mostra la stessa tenacia dell’anziana madre che sta cercando di non smarrire i suoi ricordi.



Ci vengono mostrati i sogni di queste donne, in modo sincero e nudo, con le proprie debolezze e i propri punti di forza. Donne che non hanno paura di chiedere aiuto senza mai rinunciare alla propria libertà, vengono mostrate al lettore nel loro percorso di accettazione, nel pieno della loro forza di difendere la propria identità.


Il tema principale è l’amore, l’amore per sé stesse, l’amore per la propria famiglia, l’amore per l’altro.

L’amore nella sua complessità, raccontato nel pieno del suo significato. Diverse sfumature di amore ci accompagnano pagina dopo pagina. Amore in ogni età, come nelle pagine dedicate ad Alma che riscopre l’amore in maggiore età, l’amore universale di Martina che piena di paure si dichiara a Greta oppure quello che Emma riscopre per sua madre. Un amore che sa resistere al tempo e vince ogni dissapore.


Bussola raccoglie in questo romanzo donne di diverse età, cultura, condizione sociale, orientamento sessuale, ma ognuna di queste donne con la propria storia offre una risposta al quesito che lo stesso autore si pone nell’introduzione: “A cosa pensa una donna quando, assordata dalle voci di tutti, capisce all’improvviso di avere soffocato la propria? Di non essersi mai davvero prestata ascolto?


Le storie di questo racconto si intrecciano e ritornano in diversi momenti del romanzo, una protagonista di una storia la ritroviamo in altri racconti come comparsa o personaggio secondario. Ogni storia presenta rimandi ad altre storie, nell’ultimo racconto c’è un collegamento al primo, una sorta di invito a rileggere l’opera per analizzare il legame che c’è tra tutte le protagoniste.


Matteo Bussola sceglie di scrivere il romanzo in prima persona, mettendosi nei panni delle sue protagoniste, raccontando la storia dal loro punto di vista. Una scelta che va percepita come il desiderio dell’autore di raccontare l’universo femminile con la profondità emotiva delle protagoniste. Raccontare le donne senza ricorrere a banali stereotipi con uno stile intenso, allo stesso tempo con delicatezza.


Come il rosmarino resiste all’inverno anche le donne nell’opera di Matteo Bussola, non si arrendono alle difficoltà.






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