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Gli spiriti dell'isola: la nostra recensione

Una storia insolita, quella narrata ne Gli spiriti dell’isola. Un racconto che si presenta allo spettatore in modo improvviso, afferrandolo senza lasciargli il tempo di comprendere bene le coordinate di ciò cui sta assistendo.

La vicenda si svolge infatti in un luogo remoto, l’immaginaria isola irlandese di Inisherin, la quale apparirebbe immersa in un’atmosfera quasi atemporale se non fosse per i precisi richiami alla Guerra Civile Irlandese che sta giungendo al termine e all’immagine di un calendario, elementi che riportano i fatti all’aprile del 1923.

Il rapporto tra i due protagonisti, tema centrale del film, emerge prepotente prima ancora che si possa capire chi siano in effetti Padraic e Colm, interpretati, rispettivamente, da Colin Farrell e da Brendan Gleeson.

Quello che la pellicola mostra è il racconto di una vicenda tutto sommato privata, riguardante il deterioramento improvviso dell’amicizia tra i due uomini. Viene quasi da chiedersi come possa un fatto così “piccolo” sostenere un film.

Invece, l’operazione riesce e regala grande delicatezza ed un registro abbastanza variegato che passa dalla commedia a toni più toccanti, fino a presentare momenti decisamente grotteschi ed inquietanti.

Complice di questa riuscita è la straordinaria fotografia presentata dal film, che ci regala un’Irlanda quasi onirica da ammirare ed invidiare; fatta di distese d’erba verde, scogliere, case di pietra con infissi colorati e pub. Anche gli interni delle abitazioni sono immortalati in maniera accattivante.

Suggestive anche alcune inquadrature, come quelle riguardanti Padraic a bordo del proprio calesse o quella che lo mostra all’interno della propria abitazione, circondato dagli animali, in una posa quasi francescana.



I personaggi protagonisti sono figure non comuni, “strambe” ognuna per un motivo diverso. Padraic è ingenuo, fino alla sprovvedutezza e, tuttavia, non incapace di provare rancore fino ad esiti abbastanza estremi. Colm appare enigmatico, cocciuto e folle; nella sua incomprensibilità riesce a dimostrare a sprazzi di conoscere il sentimento dell’amicizia, ma anche la ferocia più inquietante.

Questi due caratteri così particolari sono restituiti in modo molto convincente dai loro interpreti. Colin Farrell dona candore e intensità al proprio Padraic, anche grazie alla grande mobilità della sua mimica facciale, elastica e molto espressiva nella drammaticità.

Anche Brendan Gleeson risulta più che valido nel dare vita al personaggio di Colm, col suo volto duro e segnato, che sembra quasi impossibilitato a sorridere.




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